L’ultimo saluto a Davide Astori, l’autopsia e lo psicologo per i viola

Scritto il 7 Marzo 2018 da Gianni Salonna
Calcio

L’ultimo saluto a Davide Astori, l’autopsia e lo psicologo per i viola

La Fiorentina ha dato il suo ultimo saluto a Davide Astori, 31enne capitano viola che è deceduto nella notte tra sabato e domenica ad Udine. Una marcia silenziosa e una maglia firmata da tutti: così il popolo di Firenze ha salutato per l’ultima volta il compagno scomparso. La famiglia continua ad essere chiusa nel dolore, con amici e parenti a fare da scudo davanti a media e curiosi. Anche l’Uefa è stata sensibile alla morte del difensore che da tempo era nel giro della nazionale italiana: decretato un minuto di silenzio prima delle partite di Champions ed Europa League per ricordare prima del calciatore, l’uomo Astori.

Intanto, sono stati resi noti gli esiti dell’autopsia. Per i patologi, il cuore del calciatore ha rallentato nel sonno, fino a fermarsi causandone la morte. Insomma, ci sarebbero cause naturali alla base del decesso di Davide Astori: il primo responso dell’autopsia parla infatti di "morte cardiaca senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica". Ad eseguire l’autopsia è stato il direttore Centro di patologia vascolare dell'Università di Padova, Gaetano Thiene, coadiuvato dall’anatomopatologo, professore di medicina legale all'Università di Udine, Carlo Moreschi: al termine della perizia, la Procura di Udine ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.

Astori deceduto per bradi aritmia: che cos’è

Insomma, mentre la compagna Francesca e gli altri familiari continuano a chiedere il rispetto del loro dolore, sono confermate le prime ipotesi sulle cause del decesso dell’ex difensore di Roma, Cagliari e Milan. Astori è deceduto nel sonno, per quella che tecnicamente viene definita una "bradiaritmia", ossia un naturale rallentamento del battito cardiaco. Come evidenzia il medico sportivo e cardiologo Auro Gombacci, in tutti gli individui il cuore non può andare sotto una certa soglia di battiti, ossia 30-32 al minuto, mentre nel caso di sportivi, quando il sonno è più profondo, la frequenza può essere anche leggermente più bassa. Proprio per questo motivo, se il cuore comincia a battere con una frequenza più bassa, possono insorgere delle aritmie, ossia ritmi differenti rispetto al battito normale, che in alcuni casi possono portare alla morte.

Da qui la necessità di effettuare ulteriori esami presso l’Università di Padova: dopo il funerale, dunque, il corpo di Astori sarà trasportato presso uno dei centri più importanti a livello internazionale, per capire se fossero presenti patologie genetiche, congenite o istologiche. Cosa si poteva fare per salvargli la vita? Purtroppo nulla, perché come confermano tutti gli esperti, l’Italia è all’avanguardia per i controlli medici sportivi e non è un caso se nel recente passato diversi calciatori che all’estero avevano ottenuto facilmente l’idoneità all’attività agonistica, sono stati fermati per patologie del cuore più o meno gravi. Purtroppo, alcune anomalie congenite non possono essere rilevate nemmeno da indagini accurate come quelle effettuate durante le visite di idoneità cui si sottopongono i calciatori di Serie A.

La Fiorentina dallo psicologo

Intanto, la Fiorentina prova a riprendersi dallo schock e come annunciato da un suo dirigente, i viola stanno valutando di ingaggiare uno psicologo che consenta ai compagni di Astori di tornare alla normalità quotidiana. La Serie A si è fermata per un turno, ma tra pochi giorni si ritorna in campo perché lo show deve continuare e la squadra di Pioli ha ancora tante partite da affrontare. Senza il suo capitano e senza il numero 13, maglia che la dirigenza della Fiorentina, così come quella del Cagliari, hanno deciso di ritirare per sempre.

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Scritto da Gianni Salonna

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